Protocollo per l’ingresso in Casa “cosa fare”.

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Il Secoloxix “La gente non ha capito bene la gravità del problema e continua ad andare in giro.

È assurdo uscire tutti i giorni per fare la spesa, così come non ha senso andare a correre, perdipiù in mezzo alla gente:

Non si rende conto della situazione chi dice che non può rinunciare alla corsetta per quindici giorni

Non abbiamo vaccini,non ci sono terapie efficaci e l’unica soluzione è restare in casa. Quelli che vedo in giro senza motivo… la prima cosa che penso è “Vorrei portarli in una terapia intensiva a rendersi conto di persona, così gli scappa la voglia di uscire di casa per fare un giretto».

Angelo Gratarola è il direttore di tutte le rianimazioni e i pronto soccorso della Liguria, oltre che primario del San Martino. Il suo è un appello

accorato e uno sfogo: «Bisogna stare a casa, come se ci fosse il coprifuoco, se vogliamo evitare che la situazione precipiti e che la Liguria

faccia la fine della Lombardia. Ci rendiamo conto che è crollato uno dei servizi sanitari che aveva un’organizzazione straordinaria in grado di curare anche il 30% di pazienti provenienti da altre regioni?». 

Per evitare allarmismo vedi foto.

Gli ospedali liguri hanno raddoppiato i posti nelle terapie intensive e da due giorni è scattata la fase 3: 11 ospedali mobiliati, 130 posti da Sarzana
a Sanremo, di cui almeno una trentina ricavati dalle sale operatorie. «Almeno 100 letti sono occupati ma i prossimi giorni saranno molto pesanti, anzi pesantissimi.

Attenzione

Avanti così e non saremo più in grado di curare la gente: se gli ospedali non reggono e non c’è più posto le rianimazioni, rischia la vita

chi ha un infarto o un ictus, non solo chi è positivo al virus. Questo deve essere chiaro a tutti, soprattutto a quelli che non si

fanno scrupoli e vanno in giro: sono untori e, se non si fermano, favoriscono questa pericolosissima catena di Sant’Antonio. Io non sono genovese, ma vivo

in questa città da più di dieci anni e ho imparato tante cose: in questo periodo dobbiamo vivere da liguri: riservati anche nei contatti.

Va bene il mugugno, ma in casa, al telefono e a distanza di sicurezza».Al San Martino, come gli altri ospedali liguri impegnati nella lotta al

coronavirus, dall’inizio della settimana il numero dei ricoveri continua ad aumentare e «Qui ce ne sono almeno 120, sparsi in più reparti e padiglioni.

Se non si riduce l’afflusso, non possiamo reggere a lungo. è impensabile. Sarà un periodo cruciale e il virus senza contatti si estingue: per questo chiediamo ai liguri di aiutarci e di restare a casa.

www.regione.liguria.it
Ultimo modulo autocertificazione.

Gratarola si infervora, cambia tono di voce, perde persino il suo aplomb e la sua diplomazia: «Stare a casa è una forma di rispetto per

i nostri vecchi, ma anche per i nostri figli. E per chi lavora: medici e infermieri sono stremati, ma continuano a dare tutto per salvare delle vite. Dodici ore in prima linea sono pesantissime: la stanchezza fisica e mentale si fa sentire, ma non c’è nessuno che ha fatto un passo indietro o si è fermato anche se il rischio del contagio è altissima: anche loro hanno figli, genitori e parenti. Ci sono anestesisti di 40 anni che in meno di un mese sono invecchiati». 

È un profluvio di parole e non si tiene dentro niente, segnale anche questo della preoccupazione e della stanchezza. «Vanno benissimo i messaggi di sostegno, gli striscioni e i flash mob per i medici e gli infermieri: ci danno la forza per non mollare, ma se davvero i liguri vogliono aiutarci e dare il loro contributo devono stare a casa.

Ah, mi viene in mente una cosa: i nostri anziani sono la storia, la memoria e la saggezza dell’Italia, ma questa malattia non colpisce e non uccide solo i vecchi: l’età media dei 100 ricoverati nelle terapie intensive della Liguria è di poco superiore ai 60 anni. Chiaro no?». —

Bellissimo articolo scritto da : filippi@ilsecoloxix